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Frattanto a Firenze si affermava un altro personaggio, Bernardo Buontalenti, è a questo punto che, in un certo senso, il dolce freddo esce dalla leggenda ed entra nella storia vera e propria.
Accadde che a quest’uomo poliedrico e geniale venisse affidato l’incarico di organizzare i festeggiamenti per accogliere la visita di una delegazione spagnola, Buontalenti non si smentì, allestì un banchetto mai visto prima. Per stupire ulteriormente i commensali preparò una crema aromatizzata con bergamotto, limoni ed arance, refrigerata con una miscela di sua invenzione.
Non da meno, poi fu il siciliano Francesco Procopio de Coltelli che, un secolo dopo, forte solo di una rudimentale sorbetteria lasciatagli in eredità dal nonno, partì alla volta di Parigi.
Si sentiva ottimista, anche perché aveva migliorato la tradizionale composizione del suo sorbetto con due innovazioni: lo zucchero al posto del miele, secondo l’uso arabo, ed il sale che, mescolato al ghiaccio nelle dovute proporzioni, ne aumentava considerevolmente la durata e sulla produzione di “acque gelate” (l’odierna granita), “gelati di frutta”, “fiori d’anice e di cannella”, “francipane”, “gelato al succo di limone”, “al succo d’arancia”, “crema gelato”, “sorbetti di fragola”, le sue specialità.

Nel 1906, nei caffè di Milano, erano già apparse le “parigine” (o “nuvole”), fatte di una porzione di gelato compressa tra due ostie di pasta wafer rotonde, quadrate o rettangolari.
Ma l’anno più importante che consentì una svolta nella produzione del gelato fu il 1927, quando il bolognese Otello Cattabriga costruì la prima gelatiera automatica e permise anche al “gentil sesso” l’ingresso nei laboratori di produzione. Il resto è storia più vicina, lo sviluppo degli ultimi decenni ci porta alla situazione attuale, anche se occorre ricordare come, tra gli anni 50 e 60, il gelato artigianale abbia rischiato di scomparire.
L’offensiva dell’ice-cream, il gelato industriale, con i suoi nuovi prodotti reclamizzati in ogni dove, spesso con stereotipi “presi a prestito” all’artigianato, hanno rischiato di soppiantare la vera produzione di gelato artigianale.
Fortunatamente, l’opera di un Comitato di gelatieri, fermamente voluto dai più attenti operatori del settore a salvaguardia della loro professione, della loro storia e di un prodotto unico ed irripetibile, simbolo della nostra Italia alla stregua della pizza, degli spaghetti, ha portato ad una vera e propria rinascita del settore: da poche migliaia, oggi le gelaterie artigianali in Italia sono circa venticinquemila, un primato che tutto il mondo ci riconosce.


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